Archivio mensile: novembre 2015

Si sgretola

Anni, giorni, luoghi, momenti sula parete della vita.

Calcestruzzo appiccicato alle crepe del vecchio muro.

Il sole picchia d’estate sul mattone, asciuga l’umidità

e lascia uscire il sale dalle fondamenta, porta il fuoco fatuo.

Il caldo che scivola nell’afa fino a scottare.

Mesi e poi le foglie e il vento, il rosso austero dell’autunno.

Ma il realtà è la neve figlia della pioggia che scava il muro

nei giorni dell’inverno mentre gela nelle fredde notti.

Piano, piano si sgretola.

Spina di castagno

Sono qui,così, forse sì forse no.

Sono spina di castagno, aculeo nel dito,

parte di te ma corpo estraneo che fa male.

Una ferita senza sangue, una bolla di purolento liquido,

qualcosa da cancellare con l’alcol e la sutura della vita.

Lo sai che stai cercando altro ormai.

Non bastano le frasi appese a un discorso senza senso,

l’imutile perdita di tempo digitando pensieri sulla tastiera.

Mi vedi volare via, uccello in volo, gabbiano di ventosa scogliera.

Nulla è come prima, nulla lo sarà di nuovo

mentre ti spogli e abbracci un’altra vita con meno tormento

e più carne al di dentro.

Pochi secondi e il passato sarà trapassato di fotografia.

Nerone 2015

Brucia il cuore nel fuoco della città

consumato dalle fiamme e dalla brace.

Ardente, irriverente cola lava

dalle fessure dell’amore,

lungo le protuberanze manipolatrici,

scioglie ogni cosa.

E vorresti la neve col suo freddo

a placar il vivere che insiste nella carcassa.

Tutto in fumo,

nel volteggio di tabacco dell’ultima sigaretta.

La vita mi va stretta per questo me l’accendo.

Una stella

Qaundo collassa una stella

l’universo viene invaso dalla luce e dai bagliori,

un ricamo dai colori vivaci

ma è il tempo che si brucia.

Sembra rischiarare il cielo

nel buio infinito una luce brilla l’attimo in più.

Ma è solo l’istante dell’illusione,

la patina di vivo ardore

questo suo esplodere,implodere.

Un lampo di magia,

un gioco per gli occhi.

poi torna la notte con le luci di sempre,

con le stelle dei viandanti, con i bagliori eterni

e al posto della stella mancante

solo un polvere di detriti galleggianti.

La luce non esiste più.

Meraviglioso pensiero

La via del ritorno,

la strada che si perde in lontananza,

il passo lento di chi non ha fretta

e un fiore di campo in mano.

Cerco pace nel sereno passeggiare

all’indietro verso l’originale punto di partenza.

Apro un sorriso dolce e delicato sul viso

come un fiore che sboccia dopo la tempesta e il freddo.

Il freddo interiore, il ghiaccio dei motivi, la paura d’esistere

svanisce al calore di un amor proprio che ritorna.

La solitudine diventa unicità irripetibile,

un meraviglioso pensiero.