Autore archivio: antropoetico

Nerone 2015

Brucia il cuore nel fuoco della città

consumato dalle fiamme e dalla brace.

Ardente, irriverente cola lava

dalle fessure dell’amore,

lungo le protuberanze manipolatrici,

scioglie ogni cosa.

E vorresti la neve col suo freddo

a placar il vivere che insiste nella carcassa.

Tutto in fumo,

nel volteggio di tabacco dell’ultima sigaretta.

La vita mi va stretta per questo me l’accendo.

Una stella

Qaundo collassa una stella

l’universo viene invaso dalla luce e dai bagliori,

un ricamo dai colori vivaci

ma è il tempo che si brucia.

Sembra rischiarare il cielo

nel buio infinito una luce brilla l’attimo in più.

Ma è solo l’istante dell’illusione,

la patina di vivo ardore

questo suo esplodere,implodere.

Un lampo di magia,

un gioco per gli occhi.

poi torna la notte con le luci di sempre,

con le stelle dei viandanti, con i bagliori eterni

e al posto della stella mancante

solo un polvere di detriti galleggianti.

La luce non esiste più.

Meraviglioso pensiero

La via del ritorno,

la strada che si perde in lontananza,

il passo lento di chi non ha fretta

e un fiore di campo in mano.

Cerco pace nel sereno passeggiare

all’indietro verso l’originale punto di partenza.

Apro un sorriso dolce e delicato sul viso

come un fiore che sboccia dopo la tempesta e il freddo.

Il freddo interiore, il ghiaccio dei motivi, la paura d’esistere

svanisce al calore di un amor proprio che ritorna.

La solitudine diventa unicità irripetibile,

un meraviglioso pensiero.